E' il leit motiv del mondo attuale: tutto è fluido, dai generi al consenso politico, dalle misure contro il riscaldamento globale alla tenuta in borsa dei trend setter di settore, tipo Tesla per intenderci.
Poco più di un anno fa Elon Musk era decisamente l'uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato oltre i 300 miliardi di dollari. Oggi la sua fortuna è scesa del 35%, ma resta comunque il leader della classifica con i suoi 200 miliardi abbondanti.
Il fatto è che le sue ricchezze derivano principalmente dalle azioni Tesla e che l'azienda vende auto ad alto prezzo, quindi la recessione che tutti gli analisti annunciano alle porte non sarà positiva per la sua attività. Solo nell'ultimo mese, infatti, ha perso oltre 28 miliardi.
Ma per prendere di petto il periodo storico nel quale siamo entrati occorre necessariamente affrontare un concetto di stabilità anche nella produzione automobilistica. Il marchio Usa ha un catalogo che offre la Tesla Model S Plaid a 140.990 €, non esattamente a buon mercato. Anche la Model 3 ora è venduta a partire da 57.490 €; il brand non ha quindi certo una collocazione generalista che possa garantire un flusso di vendita costante e prevedibile.
Per questo Musk aveva promesso che la sua azienda avrebbe offerto anche una BEV a 25.000 dollari, per poi fare inversione di marcia sull'argomento, adducendo a motivazione l'eccesso di prodotti sul piatto, riferendosi a Cybertruck e Semi.
Ma ora Tesla è a una svolta e deve prepararsi (come gli europei) alla concorrenza cinese, che è in grado di produrre a costi molto inferiori con qualità ormai sovrapponibile ai prodotti del primo mondo.
Quindi riecco le esternazioni su un'auto più piccola e conveniente, la cui sostenibilità industriale sarebbe garantita dalla nuova piattaforma che dovrebbe costare in produzione circa la metà di quella adottata da 3 e Y. Non sono un profeta, ma il prezzo del litio l'anno scorso è raddoppiato e anche se Tesla con la sua produzione ha un ruolo attivo nel determinarne la quotazione il mercato resta nella mani di pochi.
Ipotizzare quindi una piattaforma a costo nettamente più basso è un azzardo perché il costo delle risorse necessarie è soggetto a forte speculazione e annovera nel mercato attori in forte contrasto commerciale. Attendersi quindi per la piccola Tesla un costo di 25.000 dollari non è realistico; più concreto invece attendersi una forchetta tra 25 e 35.000 $.
L'obiettivo di auto elettriche più convenienti per tutti è quello che Musk e Tesla promettono ormai da anni, però è decisamente ancora assai lontano.
Ma soprattutto non è detto possa collimare con il ruolo che l'auto potrà o dovrà prendere nella società prossima ventura a seguito di decisioni politiche e industriali.
Materia mobile, dunque, con buona pace di Musk.




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