13 luglio 2022

Automobilisti o soldatini?

Da una settimana è entrata in vigore la norma europea che impone alle Case di installare un limitatore di velocità sui nuovi veicoli, una norma che presenta molti lati oscuri.


Si tratta di un dispositivo che consente alle auto di rilevare attivamente e quindi di regolare la velocità per una determinata strada, basandosi sia sulla lettura diretta dei segnali stradali, sia sul database del navigatore. Allo stato attuale della legge, non esiste però una modalità predeterminata cui un produttore debba fare riferimento per implementare il sistema, non vi è alcuna regola infatti che indichi che il regolatore debba essere attivo; occorre solo sia installato. Per ora.

Le prese di posizione della UE diventano di giorno in giorno più autoritarie e sempre meno tollerabili nell'ottica di garantire privacy e libertà ai cittadini. Questi dispositivi devono monitorare infatti i limiti imposti utilizzando i sistemi di telecamere esterne e l'intenzione è di sfruttare sfruttare il deep learning acquisito mediante ogni vettura per creare una mappa completa dei limiti di velocità da condividere tra tutte le automobili.


Ci sono già state molte critiche sulla volontà europea di centralizzare la gestione del traffico in un modo che ricorda gli hub di dati in stile cinese e questo sembra un altro grande passo in quella direzione. A luglio 2024, quando la regola verrà estesa a ogni automobile appena prodotta indipendentemente dall'età del progetto, secondo la Commissione la mossa ridurrà drasticamente gli incidenti mortali nell'UE, tralasciando però il fatto sostanziale che qualche volta per evitare un  incidente occorre accelerare, operazione impossibile con tale sistema in funzione.

Quindi guida automatica oppure automatizzata, questa la scelta che nel vicinissimo futuro gli automobilisti UE avranno di fronte. Sempre che possano ancora usarla un'auto, visti costi e difficoltà che il passaggio ai BEV si porta dietro.
Insomma il grande fratello che controllerà ogni spostamento, eliminando anche quel barlume di libertà che un mezzo privato ancora consente, senza considerare le prevedibili congestioni legate alla pedissequa osservanza di limiti e divieti.
C'è da domandarsi a chi giovi tutto questo.

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