Dalle nostre parti il il binomio elettrico/costo elevato è ormai la norma. In India fanno meglio, con prodotti davvero adatti al mondo reale.
Sono iniziate le consegne della Tigor EV l'ultima elettrica di Tata. Versione a batteria della sorella a benzina, la Tigor EV è stata concepita con l'architettura ad alta tensione Ziptron sviluppata internamente dalla Tata e intende consolidare l'attuale posizione di leadership del marchio nel segmento indiano dei veicoli elettrici, con una quota di mercato del 70%.
Chiave dell'operazione è il prezzo di lancio della versione base, 11,99 lakh, pari a 14.000 euro, un costo tutto sommato accettabile dalla classe media del Paese.
Certo non è che si possa definire una bellezza, specie per quelle ruotine, ma il marchio crede possa rendere accessibile l'offerta di mobilità elettrica in India, fornendo un'autonomia certificata ARAI (l'omologazione indiana) di 306 km, nonostante la relativamente ridotta capacità del pacco batterie raffreddato a liquido, 26 kWh.
Chiave di tutto è la altrettanto ridotta potenza del motore, 55 kW, 75 CV, che però, grazie alla coppia massima di 170 Nm è sufficiente a garantire prestazioni nella norma, specie nel traffico convulso della maggior parte delle strade del Paese.
Tata offre la nuova Tigor EV in tre varianti: XE, XM, XZ+ offerte, come dicevo, a prezzi tra 14.000 e circa 15.800 euro con una garanzia di 8 anni e 160.000 km sulla batteria. Quest'ultima dispone di un involucro resistente agli urti e alla penetrazione a livello di cella; è compatibile con il protocollo di ricarica CCS2 e accetta la ricarica tramite qualsiasi presa da 15 A.
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