22 agosto 2019
Lunga e diritta correva la strada...
La notizia gira un po' ovunque: nel Regno Unito (forse ancora per poco, unito) il numero di punti di ricarica ha superato quello dei distributori di carburante. Vabbè, la riduzione del numero delle stazioni di servizio è in corso da anni e non solo da quelle parti: in Italia per esempio si è passati dai 21.100 punti del 2011 ai 17.600 del 2016 e il trend è in aumento, con la concentrazione fuori dai centri urbani e siti sempre più distanziati. Nel Regno Unito erano 37.539 nel 2000; oggi sono 8.396. Per contro le colonnine sono cresciute a 9.199, superando quindi le antiche avversarie. Al di là di facili entusiasmi e demagogia di sistema, occorre però precisare che una colonnina non vale un distributore. Una pompa può rifornire centinaia di automobilisti; un caricatore uno, al massimo due. E poi non è disponibile per almeno un'oretta nel caso degli impianti rapidi (solo 1.600 sul totale in GB), contro i pochi minuti richiesti per il pieno. Insomma se anche sono di più valgono assai meno in termini concreti. Poi c'è la questione chiave: c'è la corrente per farle funzionare tutte contemporaneamente? Oppure si deve ricorrere a trucchi del tipo V2G per supplire alla carenza energetica? Mi perdonino i Nomadi per il titolo. Su cosa succeda dopo non è dato fare ipotesi.
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