La scocca è la stessa; il motore pure. Le linee un po' diverse, ma la condivisione di materiali e strutture totale. Logico dunque che, fatto salvo l'accordo con Mazda per i prossimi motori a 6 cilindri, Toyota abbia voglia di dare alla Supra il maggior brio che solo un motore BMW M può donarle. Nelle ambizioni del marchio jap qualcosa c'è già, vista la questione cavalli della A90, ma allo stato e vista la genesi del modello, solo l'adozione di un propulsore tedesco potrebbe dar vita alla Supra con la bumba. Ma a Monaco gettano acqua sul fuoco e, pur ammettendo che l'installazione del nuovo motore M S58 destinato alle 3 e 4 sia effettivamente possibile su quella scocca, ritengono assai poco probabile il joint. La politica degli accordi di collaborazione a progetto è utile, ma non deve intaccare le prerogative dei marchi in gioco e fornire a un costruttore esterno i propri gioielli in campo motoristico potrebbe nuocere al blasone dell'Elica azzurra. Una politica diversa da quella seguita da AMG con Aston Martin, ma c'è da dire che il quel caso l'accordo è con un brand decisamente esclusivo e assolutamente non generalista; le possibilità di concorrenza incrociata sono perciò quasi assenti.
12 luglio 2019
Niente M per i jap
La scocca è la stessa; il motore pure. Le linee un po' diverse, ma la condivisione di materiali e strutture totale. Logico dunque che, fatto salvo l'accordo con Mazda per i prossimi motori a 6 cilindri, Toyota abbia voglia di dare alla Supra il maggior brio che solo un motore BMW M può donarle. Nelle ambizioni del marchio jap qualcosa c'è già, vista la questione cavalli della A90, ma allo stato e vista la genesi del modello, solo l'adozione di un propulsore tedesco potrebbe dar vita alla Supra con la bumba. Ma a Monaco gettano acqua sul fuoco e, pur ammettendo che l'installazione del nuovo motore M S58 destinato alle 3 e 4 sia effettivamente possibile su quella scocca, ritengono assai poco probabile il joint. La politica degli accordi di collaborazione a progetto è utile, ma non deve intaccare le prerogative dei marchi in gioco e fornire a un costruttore esterno i propri gioielli in campo motoristico potrebbe nuocere al blasone dell'Elica azzurra. Una politica diversa da quella seguita da AMG con Aston Martin, ma c'è da dire che il quel caso l'accordo è con un brand decisamente esclusivo e assolutamente non generalista; le possibilità di concorrenza incrociata sono perciò quasi assenti.
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