15 luglio 2019

Metti le elettriche in India





Il virus elettrico si espande. E poiché come l'aviaria viene dall'Oriente (leggi Cina), nel suo muoversi verso l'Europa non può non lasciare segni nella vicina India, che a dispetto di un'economia caratterizzata da enormi differenze sociali, muove i primi passi nel settore. Così il governo ha ridotto l'iva dal 12% al 5% sulle auto elettriche e istituito incentivi fiscali su acquisti e leasing. Come ovunque nel mondo però, il vero problema sta nella ricarica, intesa come hardware e, soprattutto, infrastruttura. Creare quest'ultima in un Paese dove larga parte della popolazione cucina ancora sui fornelli a carbone e il carburante preferito è il gasolio (per la sua migliore resa chilometrica) non è però facile; qualche azienda si sta però attrezzando per installare centraline e cogliere i vantaggi degli incentivi. E' il caso della Magenta Power, che ha intenzione di attrezzare il corridoio Mumbai-Pune entro il 2020. Se però il problema del costo dei veicoli elettrici è sensibile dalle nostre parti, non può che esserlo ancor più in India, dove a fronte di un'ampia classe media la platea degli indigenti è enorme e dove le elettriche potrebbero diventare principalmente simboli da esibire tra le stelle di Bollywood. Qualcosa di assai diverso dagli intendimenti del governo, che nel mood del suo anelito high tech, scandito dalla missione spaziale verso la luna (di cui però è appena fallito il primo lancio) e dai servizi pubblici innovativi, vorrebbe cambiare il volto del Paese. La strada è lunga e irta di difficoltà, lo sappiamo bene. Ma la questione chiave è la verifica della sua sostenibilità, tanto ambientale quanto economica.

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