17 settembre 2018
Dalla Cina la batteria che respira
I ricercatori dello Nankai College of Chemistry a Tianjin, Cina, hanno messo a punto un nuovo tipo di accumulatore che impiega un elemento composito a nanotubi di carbonio realizzato con carbonato di sodio e che per il suo funzionamento assorbe o cede ossigeno dall'atmosfera. La batteria sviluppata ha una capacità di 350 mAh e una densità energetica di 183 Wh/kg, valore che si colloca nel cluster dei prodotti oggi impiegati e assai più basso di quello teorico raggiungibile dai modelli litio-aria e litio-zolfo che VW sta sviluppando, ma ha il pregio di scomporre la CO2 per ottenerne l'ossigeno durante la scarica, restituendolo poi nel processo di ricarica in forma atomica. Una sorta di elemento vegetale artificiale, quindi, (se ce la raccontano giusta) che ha in più il vantaggio del minor costo di produzione del carbonato di sodio rispetto a quello del sodio puro, il quale richiede invece grandi quantità di elettricità per l'elettrolisi delle soluzioni di cloruro o idrossido. Un lavoro ancora sperimentale ma assai promettente, dunque, che in prospettiva potrebbe cambiare definitivamente l'impatto dei mezzi di trasporto sull'ambiente. Comunque è presto per gioire e come su ogni novità scaturita dalle ricerca finalizzata occorre fare la tara sulle ambizioni di profitto che spesso si scontrano con i vantaggi teorici. Un sistema che mima le piante potrebbe dar fiato ai tagliatori dell'Amazzonia, ma non credo che una foresta di batterie avrebbe lo stesso effetto sull'ecosistema.
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