Se ce l'ha fatta lui perché non io? - Sembra questo il pensiero (nemmeno troppo recondito) di James Dyson, tycoon degli aspirapolvere, riferito all'altro tycoon quello delle auto elettriche, Elon Musk. A dispetto di tutti gli analisti di settore, che vedono enormi difficoltà nel suo progetto, quello di realizzare un'auto elettrica accessibile e diversa, l'inglese va avanti con tetragona caparbietà e annuncia di aver già allestito il tracciato di prova nel campo di Hullavington, vecchia base militare della RAF utilizzata nell'ultimo conflitto e acquistata nel 2017, un circuito di circa 16 km che comprende un tratto ad alta velocità ricavato dalla runway. I vecchi hangar ancora in piedi (gli inglesi non buttano mai nulla) servono al supporto logistico e all'alloggio della base operativa del team di sviluppo di oltre 400 persone, che si trova già al lavoro sul posto. Ma Dyson ha il senso degli affari e intende investire ancora 250 milioni per fare di Hullavington una sorta di Jurassic Park elettrico, dove la gente possa vivere il progresso del mezzo e appassionarsi nel più tipico stile brit alla sua crociata nazionale; non dimentichiamoci che è stato fatto baronetto proprio per i meriti commerciali. Un 'idea notevole e brillante, che mira a creare fiducia attorno al progetto di mettere sul mercato entro il 2020 la prima vettura, cui seguiranno altre due attualmente in fase di progetto. Ricordo che Dyson ha già investito un miliardo di sterline nella tecnologia degli accumulatori a elettrolita solido e che la sua strategia mira a contrapporsi tecnologicamente ai cinesi e a creare un polo continentale capace di contrastare l'egemonia orientale nel settore.
31 agosto 2018
L'Electric Park di Dyson
Se ce l'ha fatta lui perché non io? - Sembra questo il pensiero (nemmeno troppo recondito) di James Dyson, tycoon degli aspirapolvere, riferito all'altro tycoon quello delle auto elettriche, Elon Musk. A dispetto di tutti gli analisti di settore, che vedono enormi difficoltà nel suo progetto, quello di realizzare un'auto elettrica accessibile e diversa, l'inglese va avanti con tetragona caparbietà e annuncia di aver già allestito il tracciato di prova nel campo di Hullavington, vecchia base militare della RAF utilizzata nell'ultimo conflitto e acquistata nel 2017, un circuito di circa 16 km che comprende un tratto ad alta velocità ricavato dalla runway. I vecchi hangar ancora in piedi (gli inglesi non buttano mai nulla) servono al supporto logistico e all'alloggio della base operativa del team di sviluppo di oltre 400 persone, che si trova già al lavoro sul posto. Ma Dyson ha il senso degli affari e intende investire ancora 250 milioni per fare di Hullavington una sorta di Jurassic Park elettrico, dove la gente possa vivere il progresso del mezzo e appassionarsi nel più tipico stile brit alla sua crociata nazionale; non dimentichiamoci che è stato fatto baronetto proprio per i meriti commerciali. Un 'idea notevole e brillante, che mira a creare fiducia attorno al progetto di mettere sul mercato entro il 2020 la prima vettura, cui seguiranno altre due attualmente in fase di progetto. Ricordo che Dyson ha già investito un miliardo di sterline nella tecnologia degli accumulatori a elettrolita solido e che la sua strategia mira a contrapporsi tecnologicamente ai cinesi e a creare un polo continentale capace di contrastare l'egemonia orientale nel settore.
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