08 giugno 2018

Bambù, alternativa al carbonio





Dire fibra di carbonio è diventato una sorta di mantra, una parola magica che implica l'automatico accesso al club degli eletti della tecnologia. E in effetti questo materiale mostra molti pregi e molteplici possibilità di applicazione. Ma ha due difetti principali: costa molto e non si può (ancora) produrre industrialmente. Quest'ultima caratteristica impedisce anche la realizzazione di pezzi di grandi dimensioni, mentre la grande richiesta energetica necessaria alla fabbricazione dei particolari e la non riciclabilità implicano un impatto ambientale poco favorevole. Di qui la ricerca di alternative e la (ri)scoperta dei bambù, da sempre impiegato in Oriente per gli scopi industriali più vari, che ora potrebbe trovare posto anche tra i ritrovati più cool in ambito techno e green. L'incipit viene da un settore marginale, quello delle tavole da surf, per iniziativa di Gary Young, un imprenditore del campo. Le tavole sono nate alle Hawaii costruite con un legno locale, il koa, per passare poi alla fibra di vetro e oggi a quella di carbonio. Ma ogni materiale innovativo ha introdotto problemi per l'ambiente legati alla tossicità delle resine e al riciclo, così Gary ha pensato di usare il bambù. Oggi costruisce tavole con la canna asiatica e rivestimento in epoxy, che secondo i suoi test di resistenza potrebbe replicare molti particolari in uso nel campo automotive. Dal punto di vista della tenacia non ci sono problemi, ma da quello dell'isotropia invece sì. Già, perché il bambù ha molti nodi e ciò implica delle singolarità nello stato di sforzo che non ne garantiscono la resistenza in ogni applicazione. Problema superabile però con l'uso di fibre di bambù intrecciate, ma, altro problema,  oggi non esiste un'industria che produca questo materiale. Lo stallo attuale potrebbe però evolvere presto verso l'uso ad ampio spettro del bambù, che peraltro ha pure il vantaggio di crescere molto rapidamente, anche 1 metro al giorno per certe varietà e in certi ambienti. Futuro radioso per un vecchio materiale? Beh, sarebbe una bella notizia

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