03 agosto 2017
BP apre all'elettrico
Che le Case stiano (chi più, chi meno) spingendo sulle auto elettriche è ormai assodato. Rimane l'annosa questione della ricarica che sinora non aveva avuto grandi endorsement da parte di quelli che sono i principali protagonisti del rifornimento classico, ergo le compagnie petrolifere. Sinora. Perché oggi è giunta notizia che BP, la multinazionale d'impronta inglese dei carburanti, ha in corso colloqui con i principali costruttori di auto elettriche per il progetto di installare colonnine di ricarica rapida nelle proprie stazioni di servizio. Un cambio di prospettiva epocale, perché qui si parla finalmente di una reale infrastruttura di ricarica sul territorio, il cui unico precedente, ma su una scala che non può competere per ovvie ragioni con quella dei distributori di carburante, è stato sinora quello di Tesla con i superchargers. A dire il vero Shell, la compagnia anglo-olandese, ha già installato punti ricarica presso alcune sue stazioni in UK e Paesi Bassi, ma senza il piano organico e globale che sta invece affrontando BP, che nelle stime prevede per il 2035 oltre 100 milioni di auto elettriche in circolazione. Ad aumentare la redditività dell'operazione contribuirebbero anche le sempre più numerose ibride plug-in, che potrebbero usufruire anch'esse della ricarica rapida in tempi ancor più ridotti delle elettriche pure e limitare ulteriormente la marcia con il motore termico nelle aree urbane.
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