Pare che il progetto di auto autonoma di Google (http://auto-thrill.blogspot.it/2014/05/aveveo-gia-parlato-della-ricerca-di.html) sia in gravi difficoltà, tanto che il capo della ricerca, Chris Urmson, ha fatto le valigie da qualche settimana. Il fatto è che all'inizio il progetto del colosso di Mountain View si era orientato su una soluzione in netta competizione con le industrie del settore, tentando una nuova via con una vettura radicalmente diversa dai comuni canoni vigenti. Strada facendo, però, il management si è reso conto di quanto sia difficile progettare un'auto senza un know how specifico; di qui la netta virata di qualche mese fa (http://auto-thrill.blogspot.it/2016/04/un-anello-per-ghermirli.html) segnata dall'accordo con Volvo Ford, Uber e Lyft per usufruire di ulteriori competenze. Ma l'ibridazione non sembra aver prodotto risultati concreti e pure l'ulteriore agreement con FCA per lo sviluppo di una Chrysler Pacifica autonoma, che segna quindi il passaggio dalla propria auto a vetture prodotte da terzi, non ha ridotto il time to market di un progetto che ora si misura in decenni; troppo per rientrare dagli investimenti. La recente decisione californiana (la California è stato sinora lo stato Usa più "disponibile" verso le vetture autonome) di normare il settore con l'obbligo della costante presenza al posto di guida di una persona con la patente e la conseguente necessità di realizzare un'auto più tradizionale nel concetto produttivo (quindi almeno con volante e pedali) ha poi inferto un duro colpo alla fantasia progettuale del team di Google, che prospettava invece un veicolo radicalmente diverso. E per ultimo il recente crash della Tesla autonoma in Florida (http://auto-thrill.blogspot.it/2016/07/autonome-no-grazie.html), che fa balenare il bandolo per cause miliardarie capaci di affossare anche colossi dalle solide fondamenta. Insomma tutto fa pensare a un prossimo ripensamento di Google sull'intero progetto, che tuttavia non influirà (ahimé) sullo sviluppo delle self driving cars portato avanti dai costruttori "tradizionali".
30 agosto 2016
Google molla il colpo?
Pare che il progetto di auto autonoma di Google (http://auto-thrill.blogspot.it/2014/05/aveveo-gia-parlato-della-ricerca-di.html) sia in gravi difficoltà, tanto che il capo della ricerca, Chris Urmson, ha fatto le valigie da qualche settimana. Il fatto è che all'inizio il progetto del colosso di Mountain View si era orientato su una soluzione in netta competizione con le industrie del settore, tentando una nuova via con una vettura radicalmente diversa dai comuni canoni vigenti. Strada facendo, però, il management si è reso conto di quanto sia difficile progettare un'auto senza un know how specifico; di qui la netta virata di qualche mese fa (http://auto-thrill.blogspot.it/2016/04/un-anello-per-ghermirli.html) segnata dall'accordo con Volvo Ford, Uber e Lyft per usufruire di ulteriori competenze. Ma l'ibridazione non sembra aver prodotto risultati concreti e pure l'ulteriore agreement con FCA per lo sviluppo di una Chrysler Pacifica autonoma, che segna quindi il passaggio dalla propria auto a vetture prodotte da terzi, non ha ridotto il time to market di un progetto che ora si misura in decenni; troppo per rientrare dagli investimenti. La recente decisione californiana (la California è stato sinora lo stato Usa più "disponibile" verso le vetture autonome) di normare il settore con l'obbligo della costante presenza al posto di guida di una persona con la patente e la conseguente necessità di realizzare un'auto più tradizionale nel concetto produttivo (quindi almeno con volante e pedali) ha poi inferto un duro colpo alla fantasia progettuale del team di Google, che prospettava invece un veicolo radicalmente diverso. E per ultimo il recente crash della Tesla autonoma in Florida (http://auto-thrill.blogspot.it/2016/07/autonome-no-grazie.html), che fa balenare il bandolo per cause miliardarie capaci di affossare anche colossi dalle solide fondamenta. Insomma tutto fa pensare a un prossimo ripensamento di Google sull'intero progetto, che tuttavia non influirà (ahimé) sullo sviluppo delle self driving cars portato avanti dai costruttori "tradizionali".
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