02 luglio 2015

Dall'esperienza Toyota le chimere BMW





















BMW prosegue nell'evoluzione tecnologica del prodotto e mostra i primi frutti concreti della collaborazione con Toyota, annunciata nel 2011 e rafforzata nel 2013 in ambito sportivo. In questo caso si tratta dello sviluppo di un progetto a idrogeno, che ha attinto alla lunga esperenza giapponese nel campo, che corrisponde a una serie di prodotti pronti per il mercato pur in assenza di una rete propriamente detta di rifornimento. I dimostratori BMW sono basati su una i8 e su una Serie 5 Gran Turismo e introducono la produzione on board di energia elettrica mediante fuel cell a idrogeno, ma non preludono a una produzione di serie anche se per il 2020 la Casa intende disporre di una cella a combustibile operativa e pronta per il mercato se la richiesta crescesse. Il motore elettrico di serie è stato sostituito con uno da 245 CV, cui è stato aggiunto un buffer, costituito da una batteria della capacità di 1 kWh (serve nelle accelerazioni per compensare la relativa lentezza con cui la cella eroga maggiore energia al comando dell'acceleratore), e ovviamente la cella a combustibile. L'idrogeno è contenuto in una bombola collocata nel tunnel centrale e dovrebbe garantire un'autonomia attorno ai 480 km. Fatto salvo il rischio intrinseco di circolare con a bordo un gas esplosivo ad alta pressione, tutta la questione idrogeno rimane comunque allo stato di pura idea, data la totale mancanza dell'infrastruttura necessaria al rifornimento e ancor più di quella necessaria alla produzione del gas con ridotto impatto sull'ambiente: tempo fa BMW parlava di impianti solari in Nordafrica, con piping per portare in Europa il prodotto. Visto la situzione geopolitica attuale la vedo molto dura.

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