13 marzo 2014
Ritardo "penale" per GM
Prima tegola per Mary Barra, nuova ceo GM. Il dipartimento di giustizia Usa ha aperto un'inchiesta sul ritardo nell'effettuazione di un richiamo per risolvere un problema all'accensione di 1,6 milioni di vetture. Il provvedimento scaturisce da una serie di complicanze relative al problema tecnico indagato dalla NHTSA, l'ente federale per la sicurezza stradale, che, per ammissione della stessa GM, potrebbero aver causato la morte di 12 persone in 23 incidenti. Le auto interessate, Chevrolet Cobalt, Saturn Ion e Opel GT (quest'ultima vendita anche in Europa), prodotte tra il 2004 e il 2007, evidenziano infatti la possibilità di uno spegnimento improvviso del propulsore con la conseguente disattivazione degli airbag. Proprio questo "effetto collaterale", per dirla all'americana, è indagato come potenziale causa della morte delle persone coinvolte negli incidenti oggetto dell'inchiesta, dato che GM conosceva da anni il problema ma ha annunciato il richiamo soltanto il 13 Febbraio scorso. Se l'inchiesta determinasse l'effettiva responsabilità penale della Casa, General Motors rischia una multa fino a 35 milioni di dollari e un notevole danno d'immagine; peraltro due giorni fa il titolo GM ha già fatto registrare in borsa una perdita del 5,2%.
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