22 febbraio 2013
L'aria resta sempre francese
Andiamo di tecnologia. Citroën, che ha un passato di distinzione tecnologica assoluta e di ricerca costante di soluzioni inconsuete, tenta ancora una volta di sconvolgere il branco e lo fa con il sistema Hybrid Air, che debutterà al prossimo salone di Ginevra sul prototipo della nuova C3. Sviluppo congiunto con Bosch (garanzia di serietà) e percorrenze previste mediamente sopra i 33 km/litro le credenziali del progetto. Che rappresenta il primo tentativo di propulsione ibrida senza impiego di energia elettrica per l'energia motrice e promette prestazioni paragonabili a quelle ottenibili con il motore da 82 CV. Fatte salve le abituali e sagge riserve sull'effettivo consumo e depuratolo dai cicli fantascientifici di omologazione, si risparmia l'elevato costo delle batterie al litio e non si pesa sull'ecosistema. Bravi. Mi viene in mente però un certo progetto Eolo, la vettura dell'ingegnere francese Guy Negre, che dopo la presentazione al Motoshow 2001 è finita nel dimenticatoio. Lì non si trattava di ibrido, ma comunque il fatto è che l'aria rappresenta un mezzo davvero pessimo per immagazzinare energia, perché si scalda nella compressione e si raffredda quando si espande. Esattamente il contrario di ciò che richiederebbe un ciclo termodinamico per avere un rendimento accettabile. Ma bando alle ciance, vediamo il progetto. Allora, motore a benzina, trasmissione automatica e due compressori collegati al motore e alla trasmissione; poi una bombola di accumulo e tre modalità di funzionamento: solo termica, combinata e solo ad aria. Non è chiara l'autonomia in questa ultima condizione, ma di certo per
recuperare abbastanza energia la pressione di accumulo dev'essere
piuttosto alta e deduco che le tubazioni siano robuste (perciò pesanti). Comunque, se funziona e recupera l'energia persa in frenata e nei rallentamenti va bene comunque, anche se rende poco. Basta però che almeno non sia prevista l'accensione del motore per ricaricare le bombole vuote. Entiendes?
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