09 novembre 2016

Supra is (almost) back










E' da un annetto che non si hanno più notizie tecniche concrete della prossima sportiva Toyota, la sostituta della Supra. Ma lo sviluppo è andato avanti e da tempo i muletti dell'auto girano un po' su tutte le strade. Stavolta però l'auto è al Nürburgring, come si conviene a ogni sportiva che si rispetti e che voglia contare. L'occasione permette di fare speculazioni sul propulsore, del quale si era detto un po' di tutto, dall'architettura (forse un 6 in linea vista la collaborazione con BMW) al sostegno ibrido. Acoltando bene si sente però un sound da V6, in linea quindi con le ultime indiscrezioni che davano soltanto Toyota coinvolta nella parte propulsiva. Lo share con BMW sarebbe quindi riservato soltanto allo chassis, che di fatto dovrebbe essere quello della prossima Z5 a trazione posteriore. Lo sviluppo comune quindi dovrebbe dar luogo a una sportiva più tradizionale e motorizzata con i propulsori casalinghi nel caso del gruppo di Monaco, mentre la vettura nipponica avrà quasi certamente una parte ibrida di sostanza che collabori al V6 biturbo sviluppato dalla Lexus.

Dall'acquario alla strada



All'Eicma c'è un settore dedicato alle startup, a progetti innovativi che cercano la strada per la produzione industriale. E' il caso della Askoll, che insieme alla produzione di biciclette e scooter elettrici ha presentato anche Elò, una gradevole piccola quattroruote che si distingue per la tecnologia allo stato dell'arte, evoluta con una roadmap tutta interna all'azienda. La genesi del progetto, infatti, è curiosa: Askoll produce elettrodomestici ed equipaggiamenti per acquari e con il perdurare della crisi, che determinava cali nei fatturati, ha deciso la diversificazione nel campo della mobilità elettrica, traslando la propria tecnologia dal campo home a quello road. Elò è attualmente la punta di diamante dell'evoluzione di questo concetto: un quadriciclo (pesante) che impiega batterie al litio da 9,5 kWh e lavorano alla tensione di 54 V, con una velocità massima di 80 km/h e una coppia di spunto di ben 510 Nm, tali da garantirgli prestazioni brillanti nel traffico. La vettura è piccola, è lunga 2,605 m, ha due posti ma un vano bagagli da ben 340 litri e una notevole abitabilità; si candida dunque come alternativa alla portata di mano al traffico cittadino, con la sua autonomia da 120 a 200 km a seconda delle condizioni di d'uso. La ricarica è prevista in un tempo da 5 a 8 ore con la rete domestica, una scelta precisa per evitare aggravi di costo e complicazioni ai futuri proprietari. Se son rose...

08 novembre 2016

Eicma 2016







Come ogni anno, è di prammatica la carrellata sull'Eicma, la più grande esposizione internazionale di motocicli. Con il mercato in ripresa sono molte le novità, ma soprattutto si rileva un avvertibile impegno nello stile, più avvertibile nei piccoli marchi rispetto ai consolidati big. E' il caso della Mondial o della Benelli, con le rispettive 125 e 500, che potrebbero ricavarsi una fetta dell'espansione in corso. Prosegue poi la marcia della customizzazione di serie, contraddizione in termini che però dà luogo a moto omologate, a norma anti-inquinamento e soprattutto sicure, cosa spesso non garantita con le special. Non accenna a calare anche la paranoia delle iperpotenze e iperprestazioni, per la gioia delle piccole amministrazioni che con gli autovelox sulle statali si stanno garantendo sempre più un sicuro introito di cash. Dall'altro lato continua la crescita delle elettriche a due e 4 ruote (quadricicli), a dispetto delle tuttora imperanti difficoltà di ricarica in termini di tempo e autonomia. Ma il settore si sta rivelando sempre più concreto e nei prossimi anni potrebbe sbocciare per davvero. In tal caso c'è da sperare però che non se accorgano alle finanze, perché il riequilibrio con la tassazione sul mercato tradizionale (oggi sulle elettriche le tasse sono molto ridotte e non ci sono accise sulla ricarica)potrebbe riservare brutte sorprese.






































































































































































































































07 novembre 2016

Il lupo perde il pelo...





Secondo la denuncia del CARB, il California Air Resource Board, l'ente che controlla le emissioni in quello stato, il gruppo VW, tramite la Audi, è coinvolto in un nuovo scandalo questa volta però in Europa. Si tratta ancora di software destinato a ridurre in modo surrettizio gli inquinanti durante i test in laboratorio, ma in questo caso risulta collocato non nella centralina motore ma in quella del cambio (automatico). Il programma altera la logica di cambio marcia per mantenere il propulsore in una zona di funzionamento più pulita, ma solo durante i test, mentre nella guida normale risulta deattivato e le emissioni salgono. Lo switch off del sistema è regolato dall'angolo di sterzo: se supera i 15° torna alle impostazioni di guida "libera"; è quindi operativo soltanto durante i test al banco. L'installazione era prevista tanto su modelli a benzina quanto Diesel; uso l'imperfetto poiché una comunicazione ufficiale Audi sostiene il sistema sia stato eliminato in produzione dallo scorso mese di maggio, mentre i tecnici coinvolti sono stati sospesi. Ora, sappiamo tutti quanto sia difficile per le Case rientrare nei parametri anti-inquinamento e come vengano date indicazioni ai tecnici di trovare artifici a basso costo per ottemperarle. Però di qui a dare la colpa ai poveri ingegneri quando si viene scoperti ne passa. Le responsabilità sono sempre in ambito finanziario, è cosa nota. Comunque è assai facile VW la passi liscia: dalle nostre parti l'atteggiamento nei confronti dei costruttori è decisamente molto più accondiscendente di quello yankee.

Arrivano le multe per le autonome

In California sono state approvate nuove regole che permettono di multare direttamente i produttori di veicoli robotici in caso di infrazion...