18 ottobre 2016
M5 in arrivo
Con i tedeschi in genere le scadenze sono sempre regolari. Così se è stata presentata la nuova BMW Serie 5, sappiamo che anche la M5 è in arrivo. Stavolta però a Monaco hanno fatto più di fretta del solito e due immagini rubate e poste su "The Cammed & Tubbed Podcast", un originale blog di podcast, ci danno un'idea di come sarà la vettura che vedremo in versione di avanzato prototipo già al salone di Ginevra 2017. Meno caratterizzata di una M4 da fuori, ma con la solita (reciproca) rincorsa alla AMG per l'aggiornamento dei valori di potenza e coppia del 4.4 V8 biturbo, che dovrebbe superare i 600 CV e gli 850 Nm, accoppiato al "solito" cambio a doppia frizione a 7 marce. La grande novità sarà però l'adozione a richiesta della xDrive, l'ottima integrale BMW, in chiave più sportiva del solito. Scelta che definirei moolto ragionevole: ricordo quanto la guida fosse simile al montare un cavallo selvaggio con la versione da 560 CV (posteriore). Accelerando con decisione e togliendo tutti i controlli riusciva a sgommare sui 180 orari in rettilineo alla minima variazione di aderenza dell'asfalto. Un'auto da non prendere alla leggera, ma capace di inoculare dosi di adrenalina, come dicevo, da cavallo. La 4x4 sarà certamente più gestibile anche dagli umani, ma sappiate che la posteriore resta lo standard...
RHD only
Gli irriducibili della guida emozionale hanno un nuovo atout. Ma solo quelli giapponesi. Subaru Tecnica International, divisione motorsport del marchio omonimo, ha infatti lanciato sul solo mercato nazionale (guida a destra, quindi, ergo RHD) una WRX in edizione limitata, che sarà disponibile fino al 12 marzo 2017. Si tratta della WRX S4 tS, che adotta l'ormai consueto 4 cilindri boxer turbo di 2,5 litri. In questa versione la potenza è invariata, 300 CV, ma la coppia ha subito un aumento del 10%, passando da 407 a 448 Nm, grazie all'impiego di linee di aspirazione e scarico racing che migliorano il riempimento dei cilindri. Modifiche anche all'assetto, con barre di torsione maggiorate, sospensioni a smorzamento regolabile e torque vectoring sui due assi. Completano la dotazione i freni anteriori Brembo con pinze a 4 pistoncini e i cerchi BBS da 19 pollici; all'interno sedili Recaro e il cruscotto con un contachilometri esclusivo, oltre alla dotazione del sistema di assistenza Eyesight, ovviamente disinseribile (sennò non ti diverti). Per chi esagera c'è pure un NBR Challenge Package in blu Subaru, commemorativo delle vittorie di classe 2015 e 2016 della vettura alla 24 ore del Nürburgring. Comunque sono curioso: vorrei sapere perché proprio il 12 marzo.
17 ottobre 2016
Lynk & Co, new age di Geely
Che la Cina corresse lo sappiamo da tempo. Ma ogni nuovo evento rimarca quanto a est si vada forte non solo sulle consuete strade dello sviluppo all'orientale, ma pure sul filone più tipicamente occidentale. La Geely è quella grande azienda cinese che ha comprato da Ford la Volvo e con grandi iniezioni di capitale (circa un miliardo di euro) l'ha riportata alla ribalta in termini di stile e tecnologia. La contrazione del mercato interno l'ha però messa sul chi vive; così il management ha deciso di iniziare a monetizzare l'investimento europeo, estendendo la piattaforma CMA sviluppata per le vetture nordiche a un nuovo brand che sarà lanciato il prossimo 20 ottobre, denominato Lynk & Co. La berlina e il Suv di prima produzione dovrebbero debuttare in una collocazione media sul mercato, riempiendo così lo spazio tra il top di gamma, Volvo, e la prima motorizzazione Geely. Il sito (http://www.lynkco.com/) rimanda a un concetto piuttosto rarefatto di una scelta vicina ai criteri americani e in effetti il nuovo marchio dovrà opporsi proprio alle importazioni dagli States di marchi come Buick. Ma è il segno di una grande vitalità, che potrebbe veder espandere anche dalle nostre parti alternative nel segmento di maggior competizione tra i produttori.
Donwnsizing, fine della storia
Da quanto tempo sentite parlare di downsizing? Da almeno una decina d'anni le diverse Case battono la grancassa sui vantaggi di questa soluzione, che implica (secondo loro) consumi minori, costi di produzione più bassi (eccolo là il cardine) ma soprattutto (e giù grafici e studi comparati) minori emissioni. Tutto vero? Mah, forse le cose non stanno proprio come ci sono state descritte. I valori registrati con i piccoli motori turbocompressi, messi sotto il cofano al posto di quelli di maggior cubatura aspirati e non, hanno infatti migliori performance in termini di inquinamento soltanto secondo i test di laboratorio, quelli che i recenti scandali sulle emissioni hanno mostrato essere assai poco attendibili. Ciò vale particolamente per i Diesel, ma si applica trasversalmente a ogni tipo di alimentazione. Un'altra gabola insomma. che ha giustificato, per esempio, i 4 cilindri turbo nelle 718 Boxster o i 4 cilindri al posto dei V8 nelle varie tedesche di pregio unicamente sulla base di una scelta di maggior guadagno legata ai minori costi di produzione. Non venite a dirmi infatti che un 3 o un 4, con tutti i turbo che volete, costi più di un V6 o un V8. Downsizing, quindi, con upgrading dei guadagni. Ma qui casca l'asino. Già, perché dal 2019 entrano in vigore i nuovi test sulle emissioni, quelli basati sulle auto circolanti e non più collocate in laboratorio in condizioni giuste. Secondo questi test, praticamente ogni motore downsized emette più CO2 e NOx di uno di maggior cubatura (sia aspirato, sia turbocompresso ma con minor sovappressione) di pari potenza e, incidentalmente, dato che il valore di CO2 è legato alla percorrenza, consuma pure di più. Nel mondo reale, non in quello della tecnologia addomesticata. Così tutti i costruttori stanno correndo ai ripari, aggiungendo un cilindro qua, aumentando la cilindrata là, per rientrare nelle prossime legislazioni anti-inquinamento. Prospettare una nuova stagione a base di esagerati motori multicilindrici è certamente poco realistico, ma c'è da aspettarsi un ritorno a più sane regole di cubatura e ad andamenti di coppia più progressivi, oltre a una risposta al gas più pronta anche su auto da meno di 100.000 euro; insomma quell'insieme di caratteristiche che si apprezza particolarmente sulle sportive (ma anche su auto normali) e che ha sempre fatto la differenza tra aspirati e turbo.
14 ottobre 2016
Bye Bye R8 e-tron
Per una elettrica ad alte prestazioni che arriva, come la cinese di cui ho appena parlato, una che se ne va. Parlo della Audi R8 e-tron che dopo meno di un centinaio di vetture costruite si avvia alla definitiva cancellazione dal listino. Nata come concept nel 2009, era stata presentata in forma definitiva a Ginevra nel 2015 con i suoi due motori elettrici per 462 CV e 921 Nm complessivi e mandata poi in (piccola) produzione dopo qualche mese. Non si poteva però acquistare alle concessionarie, occorreva indirizzarsi a Ingolstadt, dove veniva fatto il prezzo, si dice attorno a un milione di euro. Troppo per, tutto sommato, una Audi, priva di un blasone abbastanza mitico da giustificare il prezzo da Bugatti? Può essere, oppure è vero che l'auto è stata concepita come veicolo sperimentale e di ricerca nel campo e che le eventuali vendite siano state prese in considerazione soltanto come un collaterale. In ogni caso, fine della storia. Ci mancherà? Naa.
Vicina al debutto la cinese elettrica da sparo
Qualche mese fa riportavo la notizia della ipercar elettrica prodotta dalla NextEV. Dopo il teaser del mese scorso, ora quello che è nato come team di Formula E ma si sta trasformando in un costruttore d'élite va avanti con il progetto e sul sito cinese Autohome.com è comparsa una foto della vettura durante un test. Il look gradevole (e forse un po' anni '60) mi sembra diverso dal teaser e potrebbe ricordare quello di una berlinetta a motore centrale se l'auto impiegasse un motore a combustione. Ma qui invece la potenza è generata da un motore elettrico, la cui potenza supera i 1.000 cavalli e il cui ingombro e peso (senza contare le batterie, ovviamente) è assai minore. Ciò permette alla supercar (che non ha ancora un nome o forse ce l'ha ma io non leggo il cinese del sito) di scendere sotto i 3 secondi nello 0-100, mentre non è citata la V max. L'auto, inizialmente concepita in piccola serie per il solo mercato cinese ma oggi in odore di ampliamento di marketing, è stata sviluppata in Germania e sta svolgendo i test in UK, dove verrà presentata ufficialmente a novembre con un evento londinese.
13 ottobre 2016
Pump up the volume
Ok, lo so, ci ricasco sempre. Roba da ragazzini gasati, ma con questo sound è difficile resistere. Gli yankee hanno il loro modo di spremere cavalli da un V8, diverso dal nostro (europeo) perché in genere è meno tecnologico ma decisamente più robusto: aggiungere un compressore volumetrico a un motore da più di 5 litri, 5.2 per la precisione, nel caso del V8 della Mustang Shelby GT 350. Così Hennessey, uno che di cavalli se ne intende parecchio, che non ha timore di mettere le mani su una McLaren o di costruire un assoluto come la Venom GT, stavolta ha aggiunto un bel blower da 2.9 litri al motore in questione, tirandone fuori un bel 800 CV. Il prodotto è decisamente a stelle e strisce, lo provano, nella soggettiva dall'interno, il rapido inserimento della seconda le cambiate lente rispetto ai nostri doppia frizione. Ma il sound è decisamente esagerato. Quindi alzate il volume e godetevelo.
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