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15 febbraio 2017
Aria cattiva per il Diesel
Inizia da Torino l'annunciata stretta nei confronti dei motori a gasolio. La giunta ha infatti varato un nuovo piano d'azione per affrontare l'inquinamento dell'aria che prevede il blocco della circolazione delle auto con questo tipo di motore. Regole precise: dopo tre giorni di sforamento del valore di 100 μg/mᵌ di Pm10 blocco totale per ogni auto Diesel, indipendentemente dall'omologazione anti-inquinamento o dalla presenza o meno del filtro antiparticolato. Ma queste auto saranno sanzionate selettivamente anche prima: dopo il superamento per 7 giorni consecutivi della soglia di 50 μg/mᵌ, scatta infatti il blocco degli Euro 3 ed Euro 4. Una norma draconiana, forse ma prevista nell'interesse della salute pubblica, dicono, visto che il limite massimo giornaliero previsto dalla UE è appunto di 50 μg/mᵌ con una media annua che non deve superare i 40 μg/mᵌ, pena multe salate dall'Europa e un costo ancora maggiore in termini di malattie varie associate all'inquinamento. In altri Paesi si va nello stesso senso, vedi la Francia e ragionando in assoluto fin qui non ci sarebbe nulla da eccepire, ma occorre ricordare che la lotta all'inquinamento è un problema che richiede un approccio a 360° e l'assenza di capri espiatori. E il Diesel appare sempre più in questa veste, specie alla luce delle recenti rilevazioni sull'uso dei pellet per il riscaldamento urbano, soluzione che si è diffusa parecchio anche nei centri urbani e che impiega spesso prodotti provenienti dall'Est della cui composizione non si sa nulla di preciso. Considerata la disinvoltura produttiva dell'area interessata, nei pellet potrebbero esserci addirittura scarti radioattivi, ma sicuramente la produzione di un'altissima quantità di polveri sottili è certa. Non per rivangare una vecchia polemica, ma non è un caso che i limiti si sforino sempre d'inverno, no? OK, il Diesel, con buona pace dei tedeschi, non è mai stato e non sarà mai un motore pulito. E il filtri tamponano ma non risolvono. Ma eliminarlo d'un botto è impossibile e per andare nella direzione di un'aria migliore per i nostri figli va gestito un ardito gioco di equilibri tra tutti i produttori di polveri, senza sconti. Ma per nessuno.
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