L'ibrido si estende a segmenti che lo usano soprattutto per le omologazioni; scelta che può però snaturare l'anima dei modelli.
L'Audi RS5 2026 è un un punto di svolta per Audi Sport, che abbraccia per la prima volta un sistema ibrido plug-in ad alte prestazioni. L'uso del V6 2.9 TFSI da 510 CV con un motore elettrico da
177 CV, per 639 CV e 825 Nm complessivi, apre alla transizione elettrificata con l'obiettivo di non tradire il carattere granturismo sportivo del modello, confermato dallo 0-100 in 3,6 s dalla Vmax di 285 km/h. La batteria da circa 25,9 kWh, permette però oltre 80 km di marcia in elettrico, con consumi WLTP minori di oltre il 20 % rispetto al passato.
Tuttavia, l’ingombro del pacco batteria e il notevole peso (oltre 2,3 t) pongono interrogativi sull’equilibrio dinamico puro: da un lato queste architetture aumentano la potenza (pur se in modo non continuo), dall’altro compromettono leggerezza e precisione di guida.
Nel mercato premium europeo la RS5 ibrida si colloca nella nicchia di sportiva quotidiana ad alte prestazioni, ben diversa dalle ipercar elettriche che possono creare problemi d'uso. Qui l’ibrido serve a contenere costi operativi, rispettare normative e mantenere appeal dinamico senza sacrificare la versatilità.
Sul versante opposto, quello dell'off road, Mercedes è vicina al debutto della cosidetta Classe G baby, intesa come porta d’ingresso al costoso mondo G. Progettata per mantenere un carattere fuoristradistico autentico ma in dimensioni più compatte rispetto alla G tradizionale, questa nuova interpretazione adotterà componenti dedicati e una piattaforma specifica che dovrebbe consentire reali capacità 4×4. Le informazioni preliminari indicano che Mercedes sta valutando versioni sia elettrificate sia con powertrain tradizionale o ibrido, riflettendo una strategia più flessibile in risposta alle preferenze dei clienti e alla performance della gamma elettrica di fascia alta. Sappiamo bene come la percorrenza in aree remote dove la rete di ricarica è pressoché inesistente limiti grandemente l'uso di una vettura ibrida e ancor più di una Bev; i fuoristrada veri richiedono inoltre autonomia certa e coppia costante. Nelle ambizioni MB il posizionamento di una fuoristrada compatta premium sotto i modelli tradizionali espande la platea di potenziali acquirenti senza intaccare il prestigio della gamma.
Da un punto di vista economico, entrambi i modelli si muovono in nicchie di mercato premium dove la spinta verso l’elettrificazione è bilanciata da aspettative di performance e fruibilità reale. Nel caso della RS5, l’ibrido plug-in giustifica (mah ?!) un listino a sei cifre offrendo prestazioni di rilievo ma restando più terreno di gioco rispetto a proposte elettriche da oltre il doppio del prezzo. Per la baby G, la possibilità di varianti ibride amplia il target pur mantenendo l’attitudine fuoristradistica, comprendendo quindi anche chi acquista queste auto senza affrontare mai uno sterrato.
Nell’era della transizione forzata, queste soluzioni modellano quindi la nicchia di valore, dove lusso, dinamica e pragmatismo convivono senza scivolare nelle ipercar o nel puro SUV urbano.


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