Prigionieri della BYD in modalità autonoma, che non riesce a smettere di girare in tondo nel parcheggio.
Un episodio inquietante ha recentemente coinvolto una BYD Atto 4 (Seal
sul nostro mercato), equipaggiata con il sistema avanzato di guida
autonoma God’s Eye. Durante un’operazione di parcheggio, il
sistema ha avuto un malfunzionamento che ha fatto sì che il veicolo continuasse a girare in loop, finché l’auto non è stata
fermata da remoto tramite l’intervento congiunto della polizia e dei
tecnici dell’azienda cinese.
I passeggeri, intrappolati nell’abitacolo,
sono rimasti di fatto ostaggio del veicolo finché BYD non è riuscita a
ristabilire una connessione e disattivare il sistema a distanza; nessuna
funzione manuale risultava infatti operativa a bordo.
Autonomia
di Livello 4 significa che il veicolo può gestire tutte le attività di
guida in modo indipendente all'interno di ambiti operativi definiti,
come in questo caso i parcheggi, senza alcun intervento del conducente.
L’episodio potrebbe accelerare la richiesta di norme più stringenti per la gestione dei rischi legati alla guida autonoma, soprattutto quando il controllo diretto del veicolo risulta impossibile. Una garanzia tutto incluso non basta poi a far dimenticare che, dietro il greenwashing e gli slogan futuristici, si nascondono ancora tecnologie immature. BYD può promettere rimborsi e riparazioni, ma non potrà cancellare la paura di finire ostaggio di un software difettoso. Chi compra un’auto autonoma non vuole una tutela legale, ma sicurezza reale.

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