La
ricarica dei veicoli elettrici è sempre il problema pincipale per le Bev e questa settimana Tesla ha aperto a Los Angeles un ristorante integrato con le colonnine. Pensiero laterale?
E' dal 2018 che il marchio Usa ha in canna l’idea di offrire superchargers integrati con un ristorante,
completo di schermi cinematografici e servizio al tavolo. Oggi, dopo
quasi otto anni, il primo Tesla Diner ha finalmente aperto il 21
luglio 2025 a Hollywood.
Il locale, progettato dallo studio Stantec, richiama una navicella
spaziale argentata e offre 80 stalli di Supercharger V4 accanto a due
megaschermi LED da 20 m, dove è possibile guardare film o
cartoni direttamente dalla propria auto in stile drive in.
Il menu, curato dallo chef
Eric Greenspan e dal ristoratore Bill Chait, spazia dai classici
burger a piatti californiani come tacos
al forno, fino a proposte dolci come cinnamon roll e Pie Shakes; il tutto servito direttamente al finestrino da un robot
Optimus.
Non tutti però hanno accolto con entusiasmo lʼiniziativa: il gruppo Tesla Takedown ha organizzato proteste a Los Angeles, accusando Musk di eccesso corporativo e di disinformazione sul Full Self-Driving. Nel frattempo, il nostro ha già annunciato su X la possibilità di espandere il format in altre città, a partire dal previsto diner presso Starbase, Texas .
In Europa, non si parla ancora di cibo ma piuttosto di grandi alleanze: a giugno quattro operatori, Atlante, Ionity, Fastned ed Electra, hanno costituito la rete Spark, con oltre 11.000 punti di ricarica ultra‑rapida fino a 400 kW in 25 Paesi. E Fastned ha inaugurato a febbraio il primo hub da 12 postazioni da 400 kW a Banbridge, Irlanda del Nord.
In un mondo sempre più frenetico siamo costretti a pianificare ogni minuto; tra lavoro, famiglia e impegni sociali, trovare spazio a perdere diventa un lusso. Se la tua auto fosse tradizionale, basterebbero pochi minuti per ripartire.
Buttarla sul cibo è quindi un modo per far dimenticare quanto l'uso di una Bev ci riporti indietro di oltre un secolo, al tempo della benzina in farmacia, con l'assurdo di un mezzo costoso che invece di esserci utile ci obbliga a trovare spazi per esigenze pilotate.



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