Uno studio di Goldman Sachs prevede un drastico calo del costo delle batterie entro pochi anni.
80 dollari al kWh entro il 2026, cioè domani. La metà del costo 2023, che tuttavia varia abbastanza fluidamente a seconda del mercato considerato, ma in genere al rialzo. L'obiettivo del lavoro è dimostrare che a breve sostituire la
batteria di un veicolo elettrico costerà meno che riparare il
motore di un'auto a benzina, esercizio di fantasia tutto da dimostrare.
Nel 2013 il costo degli accumulatori al litio era attorno ai 780 $/kWh, ma le dinamiche di scala e il costante lavoro dei cinesi lo hanno abbssato due anni fa a 139 $/ kWh, risultato indubbiamente notevole. Sappiamo tutti come la batteria rappresenti il costo più rilevante di un veicolo elettrico ed è proprio sulla sua riduzione che si concentrano gli sforzi dei produttori. Ma anche con il valore di 80 $/kWh ipotizzato da Goldman Sachs, siamo per un accumulatore da 70 kWh (di media capacità, dunque) a 5.600 dollari, circa 5.330 €. Sostenere perciò che anche con questi parametri sia più conveniente la sostituzione di una batteria rispetto alla riparazione di una vettura tradizionale è un po' ardito, visto che interventi di questa entità sui motori a combustione non sono certo comuni.
Ma lo studio va oltre, ipotizzando un trend in discesa che porterebbe il prezzo stimato del pacco nel 2030 a 64 $/kWh. Al livello di materie prime c'è da registare oggettivamente il continuo calo dei prezzi dei metalli impiegati nella realizzazione dei prodotti, che pesano per il 40% del costo finale e che hanno fatto registrare cali del 60%.
A gennaio 2024, il leader del settore RMI ha stimato un prezzo delle celle per il 2030 tra 32 e 54 $/kWh, o tra 45 e 65 $/kWh per il pacco. Ma già nel corso del 2024 CATL ha iniziato a offrire celle LFP a partire da 56 $/kWh, seguita da BYD.
Ma non tutti sono così ottimisti. Bloomberg è infatti più prudente sulle stime e ipotizza 113 $/kWh nel 2025 e 80 solo nel 2030. Inoltre la localizzazione della produzione di batterie in regioni come gli Stati Uniti e l’Europa potrebbe esercitare una pressione al rialzo sui prezzi delle batterie a mano a mano che le industrie locali crescono, mentre i costi di produzione salgono a causa dei prezzi più alti di energia, attrezzature, terreni e manodopera rispetto all’Asia, dove viene attualmente prodotta la maggior parte delle batterie.
La battaglia sul futuro dell'automotive è ancora nel pieno del suo svolgimento e non è detto che l'economia generale segua le sue esigenze, viste le innumerevoli crisi del mondo Occidentale. Anche perché, alla base di tutto, ci sono le questioni del costo e della disponibilità dell'energia, che a oggi sembrano in netto peggioramento rispetto anche a solo pochi anni fa.



Nessun commento:
Posta un commento