30 ottobre 2025

Global coverage

Dalle ipercar alla IMV Origin. Toyota allarga a ogni segmento di mercato la sua offerta di prodotto.

Che Toyota sia un costruttore globale lo sappiamo tutti, in alcuni segmenti è il prodotto di riferimento e le sue fuoristrada sono note per efficienza e robustezza; basta fare un viaggio in Africa per rendersene conto. 
La sigla IMV identifica una piattaforma modulare con nomi e allestimenti che possono variare molto a seconda del mercato; l'IMV Origin presentato al Japan Mobility Show è una radicalizzazione estrema del concetto. Piattaforma essenziale e deliberatamente incompleta pensata per contesti rurali e remoti, ha il vero plus non tanto in un singolo motore o una specifica tecnica, quanto nella modularità che comprende anche il sistema di trazione. Il veicolo è stato progettato infatti per accogliere soluzioni propulsive diverse (dal motore a combustione alle varianti full electric) e adattarsi al contesto operativo, con pacchetti a semplice trazione o 4×4 più o meno robusti.

L'approccio è pensato per adattarsi alle specifiche del territorio e la possibilità di offrire il veicolo parzialmente smontato e con punti di fissaggio predisposti permette alle officine locali ampia libertà di configurazione. In ottica futura una piattaforma modulare facilita poi l’aggiornamento tecnologico; la sostituzione di un propulsore termico con un modulo elettrico o l’introduzione di pacchi batteria più capienti sarebbero quindi possibili quando l’infrastruttura lo consenta. Ciò permette all'IMV Origin la potenziale diffusione su qualunque mercato, dato che si può adattare ai requisiti in vigore su ogni Continente. 
Toyota non ha però rilasciato specifiche dettagliate né una roadmap di sviluppo; vedremo quindi se l'idea avrà un seguito oppure se la IMV Origin è solo una halo funzionale.

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