Forse invece di ballare sulle note degli Abba (con risultati peraltro parecchio goffi) farebbe meglio a rivolgerere l'attenzione all'economia reale. Parlo di Theresa May che, messa alle strette dalla concorrenza alla leadeship di Johnson, pare preoccupata più di mostrare un atteggiamento muscolare verso la Ue che di fare il punto sulle onerose perdite cui va incontro la Gran Bretagna. Ultima possibile mancanza, quella di Nissan che in caso di Hard Brexit, ovvero della mancanza di un accordo e quindi dell'introduzione di dazi su beni e merci in uscita dall'isola, potrebbe traslocare in un altro Paese. Lo stabilimento di Sunderland impiega 8.000 persone ed è attivo dal 1986, una delle prime transplant sul territorio brit e un investimento di grande portata. Un comunicato ufficiale del brand ha puntualizzato che il futuro dell'impianto è a rischio se non verrà firmato un accordo che mantenga la convenienza dell'attuale tasso di esportazione delle auto là costruite, pari a circa il 50% della produzione. Il warning segue la recente defezione di Panasonic, che ha trasferito la sede in Olanda e le dichiarazioni di Airbus, anch'essa in procinto di trasferirsi se le cose andranno per il peggio.
05 ottobre 2018
Balla che ti passa
Forse invece di ballare sulle note degli Abba (con risultati peraltro parecchio goffi) farebbe meglio a rivolgerere l'attenzione all'economia reale. Parlo di Theresa May che, messa alle strette dalla concorrenza alla leadeship di Johnson, pare preoccupata più di mostrare un atteggiamento muscolare verso la Ue che di fare il punto sulle onerose perdite cui va incontro la Gran Bretagna. Ultima possibile mancanza, quella di Nissan che in caso di Hard Brexit, ovvero della mancanza di un accordo e quindi dell'introduzione di dazi su beni e merci in uscita dall'isola, potrebbe traslocare in un altro Paese. Lo stabilimento di Sunderland impiega 8.000 persone ed è attivo dal 1986, una delle prime transplant sul territorio brit e un investimento di grande portata. Un comunicato ufficiale del brand ha puntualizzato che il futuro dell'impianto è a rischio se non verrà firmato un accordo che mantenga la convenienza dell'attuale tasso di esportazione delle auto là costruite, pari a circa il 50% della produzione. Il warning segue la recente defezione di Panasonic, che ha trasferito la sede in Olanda e le dichiarazioni di Airbus, anch'essa in procinto di trasferirsi se le cose andranno per il peggio.
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