Mentre tutti si affannano a star dietro all'evoluzione della guida auto-autonoma, quella moto-autonoma, in linea teorica assai più complessa, è già reale. BMW ha presentato infatti la prima moto capace di muoversi da sola, una R 1200 GS opportunamente modificata che attualmente ha il ruolo di progetto pilota per una nuova generazione di veicoli. L'intento dichiarato (a cura del capo progetto Stefan Hans nel video in inglese) non è però tanto quello di avere moto che si muovono senza l'ausilio del pilota quanto quello di avere un mezzo capace di intervenire autonomamente nelle situazioni di pericolo per salvaguardare chi guida. Mah, io su questi progetti faccio sempre la tara. Innanzitutto, se già per un automobilista il self driving è la morte di ogni velleità di piacere della guida, per un motociclista è del tutto assurdo. Quale perversione può spingere un pur facoltoso acquirente a spendere un patrimonio (tutto l'armamentario elettronico costa parecchio) per far divertire un computer? Ma anche in ottica sicurezza ci sono molti lati oscuri: l'equilibrio è un argomento delicato e le mille cause che possono alterarlo sono in agguato su ogni strada, pur sorvegliati da un computer. Più che una innovazione mi sembra un esercizio high tech le cui ricadute sul prodotto si misureranno con gli aumenti di prezzo della gamma giustificati dal richiamo alla sofisticazione tecnologica del marchio. Economy first.
14 settembre 2018
Motard in autonomia
Mentre tutti si affannano a star dietro all'evoluzione della guida auto-autonoma, quella moto-autonoma, in linea teorica assai più complessa, è già reale. BMW ha presentato infatti la prima moto capace di muoversi da sola, una R 1200 GS opportunamente modificata che attualmente ha il ruolo di progetto pilota per una nuova generazione di veicoli. L'intento dichiarato (a cura del capo progetto Stefan Hans nel video in inglese) non è però tanto quello di avere moto che si muovono senza l'ausilio del pilota quanto quello di avere un mezzo capace di intervenire autonomamente nelle situazioni di pericolo per salvaguardare chi guida. Mah, io su questi progetti faccio sempre la tara. Innanzitutto, se già per un automobilista il self driving è la morte di ogni velleità di piacere della guida, per un motociclista è del tutto assurdo. Quale perversione può spingere un pur facoltoso acquirente a spendere un patrimonio (tutto l'armamentario elettronico costa parecchio) per far divertire un computer? Ma anche in ottica sicurezza ci sono molti lati oscuri: l'equilibrio è un argomento delicato e le mille cause che possono alterarlo sono in agguato su ogni strada, pur sorvegliati da un computer. Più che una innovazione mi sembra un esercizio high tech le cui ricadute sul prodotto si misureranno con gli aumenti di prezzo della gamma giustificati dal richiamo alla sofisticazione tecnologica del marchio. Economy first.
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