12 marzo 2018
Geely si è stufata di Proton
Geely Auto Group è una società in netta espansione, il 23 febbraio u.s. è diventata infatti il principale azionista di Daimler AG con l'acquisto del 9,69 delle quote per un importo di 7,3 miliardi di dollari. Il tutto oltre al già noto controllo di Volvo in capo alla società Lynk&Co (che si occupa dei segmenti alto di gamma) e a una quota molto significativa della malese Proton, la quale nel gioco di scatole cinesi (ehehehe) controlla(va) a sua volta Lotus. L'imperfetto è d'obbligo poiché il 51% del marchio inglese è infatti ora ufficialmente passato in mani cinesi, ulteriore incremento dopo la recente acquisizione del 49% delle quote dal gruppo malese Etika. Se vi racconto tutto ciò non è per seguire la storia evolutiva di Li Shufu, miliardario tycoon e ad del gruppo cinese, ma per dare conto di una sorta di usa e getta praticato a danno di Proton, il cui futuro è più che mai incerto e la cui appetibilità, che ha portato Geely a rilevare il 49,9% delle sue quote nel 2017, appare ora piuttosto strumentale. Li Shufu ha infatti dichiarato che i vertici del gruppo malese non hanno le idee chiare sui piani per il futuro e, in soldoni, che lui (quindi Geely) si sta stufando. Attualmente sono state fatte offerte congiunte da parte di PSA e dalla stessa Geely per fornire a Proton quella struttura di sviluppo di cui è carente per sostenere il mercato, ma le decisioni finali sono sempre in capo al management malese e in particolare a un altro miliardario, Syed Mokhtar Al- Bukhary, che gode della piena fiducia del governo, il quale intende guadagnarsi un ruolo nel mercato auto del sud-est asiatico con il brand. Riassumendo, Geely ha avuto quel che voleva e potrebbe anche disfarsi delle sue quote; PSA invece attende la decisione di Proton sullo share di tecnologia e Tavares ha detto che vuole una risposta entro la primavera. I malesi sanno bene che senza un partner di livello il loro futuro, nonostante la prosopopea tipica dei Paesi produttori di petrolio, è molto incerto e che dovranno proprio darsi una mossa. Come dice Li Shufu.
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