10 ottobre 2013

Sic transit...



Quest'anno niente Motorshow. Potrei unirmi al coro e dire: "Peccato!", ma sinceramente la manifestazione non mi mancherà. Dal 1976 molte cose sono cambiate: innazitutto la proprietà, passata da Cazzola ai francesi, ma soprattutto la presenza concreta del concetto Show espresso nel nome rispetto a una realtà fatta di mera esposizione. E in questo campo, lo sappiamo bene, ci sono concorrenti di grandissima immagine e risonanza, con organizzazioni in grado di far impallidire la piccola fiera di Bologna. Certo, il fatto che in Italia non ci sia più nemmeno un salone potrebbe essere preoccupante, ma a essere accorti ci si doveva preoccupare già dalla cancellazione del salone di Torino.  Poi, a guardare bene, l'auto in Italia è ormai una mera struttura merceologica e non più una passione, con tutte 'ste esternalizzaioni e trasferinmenti produttivi. Ma conta anche quanto ci tiene un Paese, a queste cose. Il salone più importante del mondo è forse quello di Ginevra, annuale, organizzato alla perfezione e tenuto orgogliosamente in uno stato che non ha nemmemno una Casa costruttrice nazionale. Meditate gente.


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